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La soluzione paramedicale come alternativa al trapianto dei capelli attraverso l’innovazione

Tricopigmentazione

La tricopigmentazione è una tecnica specialistica paramedicale non invasiva che ha lo scopo di correggere gli inestetismi provocati dalla caduta dei capelli.
Essa è nata come soluzione opzionale ai problemi di calvizie, con l’obiettivo di eliminare le trasparenze del cuoio capelluto generate dalla perdita di capelli, garantendo al paziente significativi miglioramenti estetici grazie al rinfoltimento delle zone glabre. Le aree diradate vengono infatti ricoperte senza dover ricorre ad un vero e proprio intervento chirurgico.
Pur essendo la perfetta alternativa all’autotrapianto, attualmente, sempre più chirurghi si avvolgono dell’esperienza dei tecnici tricopigmentisti per la risoluzione di questo inestetismo come supporto ad un trapianto. Lavorando in stretta sinergia, il tecnico e il chirurgo si assicurano di dare il massimo dei risultati e il totale assolvimento dell’inestetismo.

E' bene sapere che la stimolazione generata dal trattamento contribuisce ad ossigenare e ad apportare elementi nutritivi ai capelli esistenti, anche quelli indeboliti dalla malattia. Ciò è reso possibile dall’azione meccanica dell’ago durante la fase dell’impianto del pigmento nel derma.
Inoltre, questa procedura non distrugge il follicolo pilifero, né della matrice germinativa pilifera (centro vitale del capello dove nascono le papille germinative) che si trova nel tessuto sottostante tra derma e ipoderma, ma bensì, partecipa attivamente alla fase di ricrescita del fusto del capello perché la stimolazione meccanica sollecita la proliferazione dei cheratinociti e, quindi, il capello in ricrescita nel tempo risulterà più rinvigorito e più sano.

La tricopigmentazione rappresenta, inoltre, l’ unica soluzione definitiva per coprire gli spiacevoli inestetismi cicatriziali nucali da trauma, e da autotrapianto FUT e FUE.
Tutte le forme di alopecie sono trattabili con la tricopigmentazione da quelle irreversibili (le quali, determinano l’atrofia o la distruzione dei bulbi piliferi), a quelle temporanee (dove non avviene la distruzione dei bulbi piliferi resi inattivi dalla malattia).
I giovamenti sono molteplici ed immediati.
Dal punto di vista estetico il paziente ritroverà benefici subito visibili.
Dal punto di vista psicologico si assisterà ad un incremento di autostima talvolta compromessa dal sopraggiungere della malattia.
Dal punto di vista curativo anche il cuoio capelluto ne trarrà vantaggio grazie all’incremento della circolazione e delle sostanze nutritive apportate alla struttura follicolare.
Tutti possono effettuare un trattamento di tricopigmentazione ad esclusione di coloro che hanno contratto malattie autoimmuni, malattie dell’apparato cardio-respiratorio, soggetti allergici ai farmaci o ai metalli, o che hanno contratto il diabete, epatite di tipo B e C, Aids, terapie chemio-terapiche in corso, vasculite.
Qualora, il paziente avesse contratto una di queste possibili malattie, il tecnico lo indirizzerà dallo specialista per un parere medico.

Le tecniche

Esistono due tecniche utilizzabili in base alla lunghezza dei capelli: pelo rasato o bounce e punto pelo.
La tricopigmentazione del cuoio capelluto, con effetto pelo rasato,viene utilizzata generalmente per i capelli di lunghezza inferiore ai 0,5 mm. Tale tecnica si realizza inserendo dei micro-depositi puntiformi di pigmento, castano-grigiastro, equidistanti tra loro e posizionati nel derma superficiale.
Questo intervento estetico appare realistico e naturale perché riproduce sulla cute, l’effetto del capello appena rasato simulando aree dense di capelli.
Con l’effetto bounce sarà praticamente impossibile riconoscere i tuoi capelli naturali da quelli ridisegnati, l’effetto ottico è talmente realistico che solo toccando con le dita ci si accorge che non si tratta di veri capelli.
L’effetto bounce può avere tre tipi di densità: leggera, media, scura.
Il colore sarà scelto in base al fototipo dei capelli e della pelle.
La tecnica punto pelo,viene utilizzata per capelli di lunghezza superiore ai 0,5 mm fino al medio lungo. L’effetto punto pelo ha lo scopo di togliere le trasparenze nelle zone glabre, creando otticamente una chioma più folta.
La ricostruzione dei peli avviene mediante un disegno logico e ordinato che segue la direzione dei capelli in ricrescita. Nella prima seduta si procede con l’ombreggiatura di base ad effetto puntiforme, mentre, nella seduta successiva, verrà ridefinito il tutto disegnando dei piccoli micro peli che conferiranno quell’effetto ottico tridimensionale tale da rendere il trattamento più reale possibile.
Questa tecnica è utilizzata per coloro che adottano un taglio di capelli più lungo rispetto a chi sceglie i capelli rasati.
Le densità previste saranno di due tipi: media, scura.
Il colore sarà scelto in base al fototipo dei capelli e della pelle.

Alopecia: le cause

Per alopecia si intende la caduta transitoria o definitiva dei peli o capelli nelle zone dove normalmente sono presenti. L’alopecia, quindi, può essere temporanea (inibizione transitoria delle papille germinative del pelo), e definitiva (scomparsa dei follicoli e delle papille germinative).
Le cause dell’alopecia sono molteplici e talvolta si combinano tra loro ostacolando la soluzione delle terapie locali specifiche.
Cause genetiche: sono di tipo ereditario e sono imputabili in particolar modo all’alopecia androgenetica o calvizie comune.
Cause ormonali: l’ alopecia provocate da livelli anomali di testosterone, alterazioni della tiroide, dell’ipofisi o delle ghiandole surrenali, provoca spesso un’intensa caduta dei capelli.
Cause alimentari: i fattori che determinano l’alopecia possono essere dovuti alla carenza di proteine, vitamine o minerali. Diete troppo restrittive con carenze nutrizionali o forti anemie possono compromettere la salute dei capelli.
Cause chimiche e farmacologiche: altre cause che determinano l’ alopecia sono attribuibili ad un uso prolungato di antidepressivi, farmaci come la particella beta indicata come rimedio all’insufficienza cardiaca o a trattamenti chemioterapici utilizzati nelle cure contro il cancro.
Cause psicologiche: l’ alopecia da stress oggi è diventata molto comune, soprattutto, tra i giovani. Fenomeni depressivi dovuti da shock traumatici o da ritmi di lavoro troppo stressanti, sono alcuni esempi di alopecia da stress.

Le alopecie si distinguono in cicatriziali e non cicatriziali, a seconda che avvenga o meno la distruzione del follicolo pilifero.
L’ alopecie cicatriziali: questo tipo di alopecia, poco frequente, è nella maggior parte dei casi irreversibile. Essa è generata da anomalie o rottura totale della struttura follicolare.
Appartengono a questa categoria: l’ alopecia universale, l’alopecia androgenetica, l’alopecia seborroica, l’alopecia pityrianica(da forfora), alopecia da tricotillomania, pseudo alopecia di Brocq, alopecia secondaria a lupus eritematoso, defluvium anagen, alopecia attinica (da radiazioni) e alopecia senile.
Le alopecia temporanee: sono più frequenti e spesso la loro causa dipende da anomalie di altri organi o in associazione ad anomalie del fusto piliare. Una volta rimosse le cause si assiste ad una normale ricrescita dei capelli.
Appartengono a questa categoria: alopecia da stress, effluvium telegen, alopecia areata, alopecia totale, alopecia da disordini circolatori, alopecia da disordini nervosi, alopecia da scompensi vitaminici, alopecia da disfunzioni endocrine, alopecia da stati infettivi, alopecia da malattie gravi, alopecia da ipervitaminosi “A” e alopecia da intossicazione.

Alopecie cicatriziali:

Alopecia universale
L’alopecia universale è l’evoluzione più grave ed acuta della patologia che provoca la caduta dei capelli. Se con l’alopecia androgenetica e l’alopecia areata si nota un assottigliamento e una caduta parziale dei capelli, con l’alopecia universale si constata una totale perdita dei peli del corpo, talvolta, anche di ciglia e sopracciglia. In forma acuta, si assiste ad una caduta totale anche in poche settimane. Nella forma lieve invece, la caduta avviene nell’arco di un paio d’anni.
Le cause che scatenano tale malattia sono determinate dall’insorgenza dei processi immunitari dell’organismo, tanto da costituire la successiva fase evolutiva dell’alopecia areata. Il sistema immunitario attacca i bulbi piliferi che entrano in una fase di stasi cronica non reversibile. La malattia colpisce lo 0,025% della popolazione mondiale. Ad oggi non esiste una vera terapia valida che permetta la regressione della malattia.

L’alopecia androgenetica:
Detta anche calvizie comune, è la più conosciuta delle alopecia e si manifesta con progressivo diradamento con tendenza a diventare calvi. Circa l’ 80 % degli uomini e il 50% delle donne mostrano qualche sintomo di alopecia.
L’alopecia androgenetica è congenita (di origine ereditaria, cioè genetica.)
E' caratterizzata da un’ iniziale perdita dei capelli dell’ area frontale, dell’ area temporale e del vertex con successivo coinvolgimento alopecico di tutta la parte alta del cuoio capelluto, risparmiando la nuca e le tempie, ciò si definisce calvizie "a corona".
Il diradamento dipende dalla presenza all’ interno dei follicoli dell’enzima 5-alfa-reduttasi che in particolari condizioni trasforma l’ormone testosterone in diidrotestosterone (DHT), il quale risulta intensamente dannoso per il follicolo, il quale miniaturizzato e indebolito, impedisce il corretto sviluppo del capello, ne rallenta la crescita fino all’atrofia, la quale determinerà l’inattività dei bulbi piliferi.
Talvolta, l’alopecia seborroica, peggiora la malattia; inoltre, cause secondarie come lo stress, le malattie e le carenze alimentari determinano un ulteriore aggravamento.

Alopecia seborroica
L’alopecia seborroica è causata da un eccesso di sebo che si accumula nei dotti escretori dei follicoli piliferi impedendone la normale ossigenazione con relativa perdita di capelli che cadono precocemente ad ogni ricrescita. I capelli via via sono sempre più deboli e sottili. Talvolta, questo tipo di alopecia si associa a quella androgenetica rendendo la malattia irreversibile.
L’alopecia seborroica colpisce per la maggior parte dei casi l’uomo in giovane età. I primi sintomi si manifestano sotto forma di stempiatura , che si evolve allargandosi verso la regione frontale e superiore della testa, talvolta accentuata verso il vertice.
Analogie tra l’alopecia seborroica e l’alopecia androgenetica:
L’ eccessiva produzione di sebo responsabile dell’alopecia seborroica, è causata dall’attività dell’ enzima 5-alfa-reduttasi che converte il testosterone in diidrotestosterone (DHT), un metabolita in grado di aumentare notevolmente la secrezione sebacea del cuoio capelluto negli uomini ma talvolta anche nelle donne. I livelli di 5-alfa-reduttasi sono maggiori nei follicoli dell’area temporale, frontale e del vertex, rispetto alla zona parietale e occipitale. I ricettori presenti nei follicoli delle donne sono minori rispetto agli uomini, le quali, sono meno predisposte a seborrea e capelli grassi, a meno che non subentrino alterazioni ormonali o digestive.
In sintesi, l’enzima che produce il DHT è la causa principale sia dell’alopecia androgenetica che dell’alopecia seborroica.

Alopecia Pityrianica (da forfora):
Le squame forfuracee causano l’ostruzione dei follicoli che a lungo andare generano l’atrofia del bulbo pilifero.

Alopecia da tricotillomania:
La continua trazione di chi ha l’abitudine di giocare con i capelli sottopone un continuo stress ai bulbi piliferi danneggiandoli fino a comprometterne totalmente la ricrescita.

Pseudo alopecia di Brocq:
Le cause sono a tutt’oggi sconosciute. La si riconosce dal fatto che sul cuoio capelluto si presentono tante piccole aree prive di capelli equidistanti tra loro.

Alopecia cicatriziale secondaria a lupus eritematoso:
Si manifesta quando le cellule dei follicoli vengono disgregate da questa malattia autoimmune. Le cicatrizzazioni follicolari che ne conseguono compromettono la normale ricrescita, portando all’inattività dei bulbi piliferi.

Defluvium Anagen:
Questo tipo di alopecia si manifesta attraverso la caduta dei capelli quando non è ancora terminato il loro ciclo di crescita. Non avendo tempo di svilupparsi i capelli crescono sottili, spenti e corti cadendo dopo circa un mese dalla causa scatenante. Possono determinare il peggioramento della malattia il sopraggiungere di altre patologie del cuoio capelluto come la follicolite decalvante che genera ascessi follicolari con conseguente distruzione dei follicoli.

Alopecia Attinica (da radiazioni):
La causa è generata dalla lunga esposizione ai raggi ultravioletti, o peggio ai raggi X che talvolta degenera in modo irreversibile.

Alopecia senile:
L’invecchiamento dell’organismo genera l’atrofia dei follicoli e la caduta irreversibile dei capelli.


Alopecie temporanee:

Alopecia da stress:
Questa forma alopecica è caratterizzata dalla comparsa di iperseborrea, microinfiammazione perifollicolare in associazione con patologie psicosomatiche e/o autoimmuni.
Le persone colpite rivelano disturbi della personalità, stati d’ansia o ancor più frequente stati di depressione. Questo tipo di patologia causa diradamento diffuso, più evidente nella regione del vertex. E’ una malattia reversibile perché una volta rimossa la causa scatenante si assisterà ad una normale ricrescita dei capelli.

Effluvium telogen:
L’effluvio provoca un’ esorbitante caduta dei capelli in fase telogen. Durante l’effluvio la fase anagen (crescita) e la fase telogen (caduta) si altera in maniera smisurata.
La drastica e abbondante caduta tipica di questa patologia è causata da avvenimenti fisici o emotivi accaduti tre o quattro mesi prima, come: parto, stati depressivi, interventi chirurgici, chemioterapia, deficit degli ormoni tiroidei (ipotiroidismo, ipertiroidismo). Curata la causa scatenante si ha una ricrescita che può essere parziale ma anche totale. Questo fenomento è piuttosto comune nelle donne.

L’alopecia areata:
E’ una forma di alopecia che si presenta con chiazze glabre di forma circolare e dai contorni netti, non si presentano fenomeni infiammatori né desquamatori. Essa si manifesta principalmente sulla barba e sul cuoio capelluto, ma non sono escluse le altre zone del corpo. La fase evolutiva è variabile, acuta e veloce e si manifesta in entrambi i sessi prima dei 40 anni.
Le cause sono molteplici e non sono del tutto chiare, si ipotizza che derivino da squilibri ormonali, infezioni locali e alterazioni nervose. Nella malattia il follicolo non muore ma è solo bloccato, probabilmente, da anticorpi. In genere si adotta una terapia a base di ormoni, generalmente cortisonici.
Si identificano diversi tipi di alopecia areata:

  • Alopecia monolocularis: localizzata in un solo punto della testa
  • Alopecia multilocularis: localizzata in vari punti della testa
  • Alopecia totale: con perdita totale dei capelli
  • Alopecia alle sopracciglia: perdita totale delle sopracciglia
  • Alopecia barbae: diradamenti sulla barba

Nei casi dell’alopecia monolocularis e multilocularis la patologia è alquanto reversibile, però la guarigione può avvenire anche dopo anni.
Nelle alopecie totali la ricostruzione ottica dei capelli avverrà tramite la tecnica effetto rasato.
Nelle alopecie alle sopracciglia
Le alopecie barbae si presentano con glabre sulla barba.

Alopecia totale
Forma aggravata dell’alopecia areata, in questa condizione, si assiste ad una totale perdita di capelli.

Alopecia da disordini circolatori
Gli ammassi di scorie e lipidi induriscono la cute comprimendo i capillari, impedendo il corretto afflusso di sangue ai bulbi piliferi. La mancanza di ossigenazione e la carenza di nutrimenti, genera capelli deboli, spenti e scoloriti mettendo gli stessi a rischio di alopecia.

Alopecia da disordini nervosi
In questa forma alopecica subentra una vasocostrizione generata dal sistema nervoso simpatico che prende il sopravvento sul sistema nervoso vago, compromettendo il corretto nutrimento dei capelli.

Alopecia da scompensi vitaminici
Le vitamine necessarie per la crescita dei capelli, soprattutto quelle del gruppo A, B,D ed E, se in eccesso o per mancanza, compromettono la normale crescita del capello.

Alopecia da disfunzioni endocrine
Le cause di questo tipo di alopecia sono imputabili a disfunzioni ormonali delle ghiandole della tiroide, dell’ipofisi, dei surreni, delle ovaie e dei testicoli.

Alopecia da stati infettivi
Le cause sono da attribuire a malattie infettive quali: setticemia, tifo, scarlattina e polmonite.

Alopecia da malattie gravi
Si manifesta durante il decorso di malattie gravi quali leucemia, anemia, diabete, etc.

Alopecia da ipervitaminosi “A”
Un’ eccesso di vitamina A provoca l’insorgere di questa forma di alopecia.

Alopecia da intossicazione
Persone vittime di intossicazioni alimentari o da farmaci possono contrarre questo genere di malattia.